Puglia

fluxus

…È anche ritrovare le testimonianze artistiche delle civiltà che dalla preistoria in poi si sono avvicendate nella regione. Dai graffiti e dai pittogrammi nelle Grotte Romanelli, del Cavallo e dei Cervi alle tracce misteriose di antiche presenze come i dolmen di Placa e Gurgulante presso Melendugno, dalle Veneri di Parabita di 12.000 anni fa al villaggio messapico di Cavallino risalente all’VIII sec. a.C. Terra soprattutto nota per il Barocco che assume a Lecce e nei negli altri paesi una connotazione personalissima. Infatti il Barocco leccese è legato ad un segreto, quello della qualità unica del materiale con cui nel corso dei secoli sono stati realizzati migliaia di capolavori: la pietra leccese, appunto, un calcare tenero dal colorito giallastro che ha la caratteristica di trattenere il calore del torrido sole mediterraneo che per la lunga estate salentina picchia forte sui muri dei palazzi.  Fu proprio l’uso di questo calcare leggero e poroso a permettere l’originalità e la ricchezza che impressero un’impronta peculiare e unica al barocco salentino, profondamente differente da quello romano e napoletano.

LECCE
Adagiata in una zona pianeggiane nel lembo estremo del tacco d’Italia, il capoluogo del Salento ha mantenuto inalterato nei secoli un clima di aristocratico distacco verso le sollecitazioni del nuovo. E appare al visitatore raccolto, ovattato, elegante e suggestiva. In particolar modo al calar del sole, quando, illuminata dal chiarore delle moderne lanterne, mette in mostra il complesso unitario di tesori artistici che le hanno valso l’appellativo di “Firenze del Sud”.

Ecco allora i primi scrigni che si aprono nel centro storico dalle tortuose vie: palazzi, chiese, conventi, espressioni di epoche più o meno ricche ma tutte accomunate dall’uso di materiali poveri, come la tenera e bianca pietra locale che si patina di un caldo colore dorato al contatto con l’aria. La realtà storica, artistica e culturale di Lecce non è però solo barocco. Proprio la presenza, al centro della città, del teatro e dell’anfiteatro di età adrianea, e di alcune tombe messapiche, suggerisce di cercare le radici dell’abitato in epoche più remote.

La visita di Lecce può cominciare in piazza Sant’Oronzo, fulcro del nucleo storico, caratterizzata un tempo da portici e botteghe. L’antica “piazza dei mercanti” deve il suo attuale nome alla statua del santo patrono che svetta sulla colonna al centro della piazza. Da non perdere la piazza del Duomo, dove si erge un capolavoro del Barocco leccese: il Duomo. Altro grandissimo esemplare del Barocco è la Basilica di Santa Croce, massimo monumento dello stile secentesco che, soprattutto nella parte superiore della facciata rivela una sfrenata fantasia con la sua selva di figure umane, animali, vasi fioriti, grottesche cariatidi e cornici, come quella che adorna il rosone centrale. La sontuosa scenografia della basilica prosegue quasi senz’interruzione nel contiguo Palazzo dei  Celestini oggi sede dell’amministrazione provinciale.

NARDÒ
Lontana dai circuiti del turismo di massa, Nardò Città d’Arte e il suo territorio sono noti soprattutto a studiosi e cultori anche per la rilevanza dell’ingente patrimonio preistorico, che si rintraccia in un contesto paesaggistico unico.

Fondata dai Messapi e diventata romana nel III secolo a.C. con il nome di Neretum è stata nei secoli uno dei centri più rappresentativi dell’intera area per l’importanza che assunse quale punto di snodo lungo la rete viaria messapica e in seguito romana. 

Elegante e raffinata conserva le tradizioni legate al forte sentimento religioso attestato dai numerosi complessi conventuali, dalle splendide chiese urbane ed extraurbane e dai sacri riti.

Oggi il cuore di Nardò è la fastosa piazza Salandra, sulla quale si affacciano il Palazzo di Città, ricostruito in forme rococò con portici e logge, il Sedile, edificio cinquecentesco con la statua di San Gregorio Armeno, patrono della città, e la chiesa settecentesca di San Trifone, in onore del santo che liberò la città da un’invasione di vespe. Al centro della piazza svetta la Guglia dell’Immacolata, con fregi, festoni e cuspidi. Monumento principale è la Cattedrale, a tre navate scandite da archi gotici e romanici dove sono conservati affreschi del Trecento e Quattrocento.

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